Riflessione sul Volontariato di Giuseppina Capalbo
Oggi (05-12-2009) che ricorre la Giornata internazionale del Volontariato voglio unirmi alle considerazioni espresse da ADRIANA DE LUCA ricordando che le fasce deboli sono parte di un tutto in quanto ognuno di noi può essere debole o forte cambiando il termine di paragone.
Assisto quotidianamente a manifestazioni di forza brutali e coercitive da parte di chi dovrebbe per primo rispettare il singolo in quanto legittimato da un mandato elettorale. Sento l’esigenza di esigere per conto dei “deboli” rispetto. Rispetto per le diversità ideali di cui il volontariato è sicuramente espressione concreta.
Chi è “qualcuno” politicamente o economicamente, il professionista in ambito sociale, manifesta apertamente la scarsa considerazione delle decisioni del singolo considerandolo insignificante rispetto alle sfide complessive. Gli sforzi del singolo sono considerate chimere ma credo che una parte d’umanità nonostante le delusioni non possa che vivere trasmettendo i propri sogni e che la condivisione, nel tempo, possa trasformare la chimera in cultura caratterizzante la cosiddetta società civile a cui si aspira.
Il singolo cittadino attivo, il semplice volontario è fonte di forza, solidarietà e coesione all’interno della società e diffonde ideali d’uguaglianza e partecipazione comune suo malgrado e nonostante la derisione dei più forti. Al singolo volontario va la mia gratitudine e la mia stima.
Giuseppina Capalbo






