Quale sostegno per il volontariato e per le popolazioni colpite dal terremoto?
L’emozione suscitata da un evento catastrofico di così vasta portata e dimensione, che ha reciso così tante vite umane, distrutto case e paesi, cancellato luoghi e centri storici, e la mobilitazione e vicinanza concreta espressa immediatamente dallo Stato, da migliaia di Volontari e operatori della Protezione Civile, ma anche da milioni di italiani che stanno contribuendo a raccolte di fondi e a centinaia di altre iniziative in corso in tutta Italia di sostegno dei territori e per alleviare le sofferenze delle popolazioni vittime del terremoto, sono sotto gli occhi di tutti.
In una situazione del genere la proposta del ministro Tremonti appare da una parte ridondante e contraddittoria, dall’altra “sintomatica” dell’attuale fase politico-istituzionale attraversata dal nostro Paese. E su questo secondo aspetto, forse meno evidente, ma più interessante e degno di approfondimento per le possibili ricadute, vorrei soffermarmi in particolare.
Per quanto riguarda il primo aspetto – ridondanza e contraddittorietà dell’intervento – basta considerare che gli italiani stanno già manifestando forte la propria disponibilità, anzi volontà e determinazione, a contribuire per la ricostruzione materiale e immateriale dell’Abruzzo colpito dal sisma. Non solo. Gli italiani, ma anche l’opinione pubblica mondiale, stanno apprezzando le capacità di intervento e di solidarietà concreta testimoniata non solo dalle Istituzioni, ma anche dalle migliaia di Volontari ed Organizzazioni di Volontariato mobilitate in questi giorni e che proseguiranno il proprio impegno a fianco delle popolazioni colpite nei prossimi mesi.
Queste Organizzazioni di Volontariato si sostengono anche grazie al contributo libero che i cittadini, che le apprezzano, danno loro grazie al 5 per mille. Ebbene il ministro, che, fra l’altro, è stato l’inventore di questo strumento, che cosa fa? Mette in gara il sostegno al Volontariato con l’emozione del sostegno ai terremotati. Senza pensare e far riflettere che così si rischia concretamente di togliere risorse proprio a coloro che gratuitamente stanno prestando la propria opera a favore della popolazione d’Abruzzo!
Non sarebbe stato più facile e logico rafforzare la possibilità per i cittadini di sostenere il Volontariato e al tempo stesso creare a parte ulteriori possibilità di finanziamento e contributo a favore dei territori colpiti dal terremoto? La fantasia e la capacità di innovazione non mancano al ministro, come già dimostrato in passato, anche con l’introduzione del meccanismo fiscale del 5 per mille.
Ma ecco, è proprio sulla capacità di innovazione e di concepire il modo di governare che vorrei approfondire la riflessione. Se si pensa di intervenire così rapidamente e “in corso d’opera” su uno strumento così delicato cambiandone d’improvviso natura e significato (la circolare attuativa del 5 per mille per il 2009 è stata appena pubblicata nei giorni scorsi, dopo mesi di attesa…) vuol dire che stiamo attraversando un momento di profonda incertezza nel funzionamento dei meccanismi decisionali politico-istituzionali.
Da una parte vi è un governo e un Presidente del Consiglio presenti e operativi a fianco delle popolazioni colpite, e di questo sono grati tutti gli italiani, e dall’altra sembra che essi soli, in perfetta solitudine, anche quali singoli componenti del governo (come il ministro Tremonti), siano legittimati a decidere i provvedimenti da prendere, anche senza “sentire” gli altri soggetti interessati. Le ragioni di un tale comportamento possono essere molteplici. O si ritiene che consultare gli altri soggetti interessati – in questo caso il Volontariato – rallenti la “decisione”; o si pensa che sarebbe un cedimento improprio della propria “sovranità” di unici detentori del potere governativo; o non ci si pensa proprio, perché il consenso popolare verso il governo è così ampio che si può decidere e fare ciò che si vuole, annunciando interventi prima di discuterli con alcuno, fuori della ristretta cerchia governativa…
Tutto può essere. Certo è un modo di governare che non funziona. Un “eccesso di decisionismo” che, come in altri casi in passato (vedi denuncia dei clandestini da parte dei medici), può ritorcersi in termini di consenso proprio contro il governo stesso. Ascoltare non è segno di debolezza, ma, invece, segno di capacità di governo delle e nelle situazioni critiche. E una buona capacità di ascolto consente anche di prendere decisioni che siano al tempo stesso rapide, condivise ed efficaci. Anzi, meglio: efficaci perché rapide e condivise.
Certo oggi nel sentimento con il quale gli italiani si rivolgono al governo Berlusconi e al Presidente del Consiglio si può vedere tangibile sia la fiducia che la speranza e qualche volta anche l’orgoglio, e questo è un segnale positivo; ma al tempo stesso, scavando un po’, si sente dello sgomento per la paura di essere lasciati soli e, soprattutto, di non farcela e di non potercela fare da soli. Di “dipendere” totalmente dal governo centrale, da una persona. Un Paese che vive questi sentimenti non è felice: è a rischio. “Fortunati i popoli che non hanno bisogno di eroi”. Ma tant’è.
Se questa è la situazione, le colpe, se di colpe bisogna parlare in questi casi, non sono tanto e solo di Berlusconi e del suo governo, ma dell’assenza di una leadership politica che esprima con le parole e con i fatti un’altra idea di governo. Ma questo sembra preoccupare poco in questo momento gli italiani e, cosa ben più grave, sembra non interessare le forze politiche di maggioranza, ma, soprattutto, di opposizione, spesso impegnate in dibattiti, iniziative e prese di posizione autocentrate e lontane dai cittadini e dalla loro quotidianità. E spesso nelle realtà locali (comunali, provinciali, regionali) in cui queste forze politiche governano (non si sa fino a quando), esse appaiono troppo spesso impegnate a scimmiottare il decisionismo del governo centrale, senza capacità di ascolto e senza averne neanche la capacità di trovare e sperimentare soluzioni innovative.
Rende, 14 aprile 2009
Gianni Malgeri
(Direttore Centro Servizi Volontariato Cosenza)
(Direttore Centro Servizi Volontariato Cosenza)






