Gli ospiti del Papa Giovanni sono persone
“Lo sgombero dell’Istituto Papa Giovanni. Diamo voce a chi non ha voce”. È questo il titolo della conferenza stampa che si è svolta lunedì 30 marzo, a Lamezia Terme, promossa dal Forum Salute Mentale Calabria, dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, dall’Associazione di Amministratori di Sostegno “In direzione ostinata e contraria”, dall’UNASAM – Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale e dalla DPI Italia – Disabled People’s International Onlus.
“Questa conferenza ha come obiettivo la controinformazione” – ha affermato Piero Piersante, Portavoce del Forum Salute Mentale Calabria. L’intento, infatti, è quello di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle modalità dello sgombero che ha interessato l’Istituto. Il Papa Giovanni, al centro di burrascose vicende giudiziarie, è stato sgomberato, nei giorni scorsi, su disposizione della Procura della Repubblica di Paola, per carenze igienico – sanitarie e le persone ivi ricoverate sono state trasferite in altre strutture. Secondo Piersante c’è stata una distorsione della realtà da parte di molti media. “Negli ultimi tempi si stava sviluppando un approccio diverso con la malattia mentale, è singolare che lo sgombero sia stato attuato proprio nel momento in cui questo approccio è iniziato. La gestione dello sgombero è avvenuta in maniera centralizzata da parte dell’ASP e non si è provveduto a coinvolgere i servizi territoriali”. Piersante si chiede che fine faranno le persone ospitate nell’Istituto e se oggi saranno assistite meglio che in passato. Inoltre il Portavoce del Forum calabrese sottolinea come gli amministratori di sostegno debbano essere coinvolti, insieme al Forum e ai familiari, nel proporre delle terapie sociali e sanitarie. “Desideriamo proporre buone pratiche di assistenza psichiatrica. Faremo un invito al Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, per sentirci proprio su queste proposte”.
“Noi abbiamo sempre chiesto la chiusura del Papa Giovanni, ma non avevamo certo chiesto una chiusura di questo tipo soprattutto oggi che era in corso un processo di destituzionalizzazione con il conseguente avvio all’autonomia di alcune persone. Lo sgombero ha distrutto questo processo e noi ci chiediamo il perché”. È quanto ha affermato Nunzia Coppedè, Presidente della FISH Calabria secondo la quale si poteva effettuare lo sgombero con più calma rispettando la dignità delle persone. “La disabilità e i problemi psichiatrici non possono essere un motivo per cancellare la dignità delle persone. Per tale motivo denunciamo la violazione dei diritti umani e in base alla legge 67 del 1 marzo 2006 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) stiamo pensando di avviare un’azione legale”.
Pina Salvino, Presidente dell’Associazione “In direzione ostinata e contraria”, avanza un’altra proposta. “Vogliamo che i pazienti, oggi destabilizzati, vengano seguiti da uno psichiatra di parte, di nostra fiducia”. Anche per Gisella Trincas, Presidente di UNASAM si è verificata una gravissima violazione dei diritti umani e delle persone. “Noi firmeremo una denuncia per violazione dei diritti. Ricorreremo alla Corte di Strasburgo perché l’Italia ha violato i diritti umani”.
Ora ci chiediamo:
quali iniziative attuare per umanizzare i servizi rivolti a queste persone?






