Se non ora quando?
Lo scorso 23 febbraio ci siamo incontrate al comune di Cosenza per fare il punto sul dopo manifestazioni del 13 febbraio “Se non ora quando?”. Riunioni di donne, in questi giorni, si stanno tenendo un po’ dappertutto in Italia, segnalando l’apertura di una nuova stagione di confronto tra le donne e non solo. Erano tanti gli uomini presenti nelle manifestazioni del 13 febbraio e anche se non tutti si interrogano sulla “questione maschile” molti hanno avviato questo percorso di confronto tra i generi.A New York in questi giorni si sta tenendo la 55esima sessione del CSW (Commissione sullo stato della Donna) del comitato economico e sociale delle Nazioni Unite. I lavori della commissione termineranno il 4 marzo ma alcune considerazioni possiamo farle già da ora.
Ho partecipato ai lavori preparatori della commissione a Roma e a distanza di 16 anni dalla Conferenza Mondiale sulle donne di Pechino e dalla approvazione della Piattaforma d’azione, possiamo purtroppo affermare che siamo molto lontani dall’applicazione dei suoi principi in molti paesi del mondo. In Italia, in questi ultimi anni, abbiamo assistito ad un forte arretramento sul fronte dell’empowerment delle donne (parola d’ordine fondamentale) della piattaforma di Pechino. La presenza delle donne nelle istituzioni si è ulteriormente assottigliata, mentre la disoccupazione femminile è aumentata e i principali media propongono un’immagine della donna senza dignità.
Cosa fare, quindi, per frenare questa tendenza apparentemente inesorabile, per cui vengono affermati principi alti ma sul piano operativo non vengono applicati o rimangono prevalentemente disattesi?
Credo personalmente che nell’attuale situazione si debba partire da una sorta di A, B, C, per frenare ed ostacolare questo arretramento. E’ necessario presidiare e monitorare gli strumenti legislativi di cui in questi anni ci siamo faticosamente dotate per forzare e vigilare sulla loro completa applicazione.
Sappiamo bene che i saperi delle donne hanno raggiunto livelli altissimi, i centri di ricerca autonomi delle donne e i Women’s Studies nelle Università hanno raggiunto livelli d’eccellenza, ma tutto questo come ha cambiato le nostre vite e soprattutto quelle delle ragazze?
Credo personalmente che nell’attuale situazione si debba partire da una sorta di A, B, C, per frenare ed ostacolare questo arretramento. E’ necessario presidiare e monitorare gli strumenti legislativi di cui in questi anni ci siamo faticosamente dotate per forzare e vigilare sulla loro completa applicazione.
Sappiamo bene che i saperi delle donne hanno raggiunto livelli altissimi, i centri di ricerca autonomi delle donne e i Women’s Studies nelle Università hanno raggiunto livelli d’eccellenza, ma tutto questo come ha cambiato le nostre vite e soprattutto quelle delle ragazze?
Purtroppo, abbiamo risposte desolanti a questo quesito.
Per questo motivo propongo una sorta di A, B, C, e forse aggiungerei anche D, da cui partire insieme:
Per questo motivo propongo una sorta di A, B, C, e forse aggiungerei anche D, da cui partire insieme:
- proporre la redazione di bilanci partecipati e di genere a tutte amministrazioni pubbliche e alle istituzioni sensibili, (le prossime elezioni amministrative rappresentano un primo terreno di confronto su questo tema);
- Fare il punto sul lavoro svolto dalle Commissioni sulle Pari Opportunità presenti in moltissime istituzione e verificare l’efficacia dei loro strumenti;
- Progettare moduli specifici per le scuole affinché le bambine ed i bambini abbiano occasione di riflettere sulla loro differenza di genere in maniera non stereotipata;
- Creare un osservatorio specifico sul mercato del lavoro femminile in collaborazione con organizzazioni sindacali ed associazioni femminili, poiché c’è il rischio che le ragazze vivano condizioni sul lavoro assai più discriminanti delle nostre.
Credo che sia importante in questo particolare momento trovare su questi pochi punti, o magari altri più rilevanti (ad esempio Lidia Menapace suggerisce l'autodeterminazione come primo punto) che definiremo insieme un accordo tra donne diverse per biografia e per percorso, per rilanciare insieme programmi comuni sulle politiche di genere non solo per l’affermazione di nuovi diritti, ma soprattutto per la loro applicazione, implementazione e verifica dei risultati ottenuti. L'autoderminazione in questo senso è la premessa del percorso, ma anche il risultato finale per coloro che si avvicinano per la prima volta.
E’ tempo di concretezza, di mettere a punto e praticare le raffinate teorie che in questi anni abbiamo faticosamente elaborato, con l’augurio che nel percorso troveremo tante e tanti nuovi compagni di strada.
Nadia Gambilongo
Associazione MEDiterranean MEDIA
www.medmedia.org
E’ tempo di concretezza, di mettere a punto e praticare le raffinate teorie che in questi anni abbiamo faticosamente elaborato, con l’augurio che nel percorso troveremo tante e tanti nuovi compagni di strada.
Nadia Gambilongo
Associazione MEDiterranean MEDIA
www.medmedia.org
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Pubblichiamo di seguito i contributi e le riflessioni sul documento:
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Sent: Monday, February 28, 2011 6:00 PM
Subject: R: Re: Fw: 55esima sessione della Commissione sullo Stato della
Donna (CSW) - New York, 22 febbraio- 4 marzo 2011. Riunione di coordinamento
(9 febbraio 2011, ore 15.00)
Carissima, ti ringrazio per la nota che mi hai inviato e che condivido
in pieno. Ritengo che il compito di sollecitare una riunione del
Coordinamento spetti alle persone che sono state elette a dicembre
scorso.
Fammi sapere.
carmelina
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Sent: Monday, February 28, 2011 6:00 PM
Subject: R: Re: Fw: 55esima sessione della Commissione sullo Stato della
Donna (CSW) - New York, 22 febbraio- 4 marzo 2011. Riunione di coordinamento
(9 febbraio 2011, ore 15.00)
Carissima, ti ringrazio per la nota che mi hai inviato e che condivido
in pieno. Ritengo che il compito di sollecitare una riunione del
Coordinamento spetti alle persone che sono state elette a dicembre
scorso.
Fammi sapere.
carmelina
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Zina Crocè tramite Facebook 28 febbraio 2011 alle ore 7.20
Cara Nadia, ho letto adesso il tuo pezzo per "womenews" - su cui ho scritto anche io diverse volte- sono pienamente d'accordo con te. Ti ho inviato una domanda di "amicizia", avremo modo di interagire sui temi cari ad entrambe, soprattutto sul punto "c" della tua prosposta. Cordiali saluti, Zina Crocè
Cara Nadia, ho letto adesso il tuo pezzo per "womenews" - su cui ho scritto anche io diverse volte- sono pienamente d'accordo con te. Ti ho inviato una domanda di "amicizia", avremo modo di interagire sui temi cari ad entrambe, soprattutto sul punto "c" della tua prosposta. Cordiali saluti, Zina Crocè
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From: "Micol" <
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Sent: Sunday, February 27, 2011 9:11 PM
Subject: RE: se non ora quando?
> Gentile Nadia,
> ricevo regolarmente le mail di marea e mi sono permessa di inoltrare
> l'ultima tua alla Società Usa e Getta, perchè sentivo l'importanza di
> ampliare il più possibile le cose che dicevi.
> Questa è la loro risposta.
> Spero a presto,
> Micol Sandrelli
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Sent: Sunday, February 27, 2011 9:11 PM
Subject: RE: se non ora quando?
> Gentile Nadia,
> ricevo regolarmente le mail di marea e mi sono permessa di inoltrare
> l'ultima tua alla Società Usa e Getta, perchè sentivo l'importanza di
> ampliare il più possibile le cose che dicevi.
> Questa è la loro risposta.
> Spero a presto,
> Micol Sandrelli
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From: "Cristina Papa" <
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To: "Nadia Gambilongo" < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >
Sent: Sunday, February 27, 2011 6:00 PM
Subject: Re: se non ora quando?
> grazie, lo abbiamo pubblicato.
> Buona giornata e a rileggerti presto
> Cristina Papa
> Il paese delle donne on line
> sito: http://www.womenews.net
> e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
To: "Nadia Gambilongo" < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >
Sent: Sunday, February 27, 2011 6:00 PM
Subject: Re: se non ora quando?
> grazie, lo abbiamo pubblicato.
> Buona giornata e a rileggerti presto
> Cristina Papa
> Il paese delle donne on line
> sito: http://www.womenews.net
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From: Lidia Menapace
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Sent: Sunday, February 27, 2011 1:06 AM
Subject: Re: [lisistrata] se non ora quando?
Cara Nadia, ho letto con grande attenzione e niteresse quantoi scrivi e proponi e sono d'accordo. Mi pare tuttavia che anche altre insidie non siano meno gravi di quelle economiche e di rappresentanza che indichi: l'attacco all'autodeterminazione nelle scelte sessuali e la nuova e continua lotta della Chiesa contro la 194, il fatto che Berlusconi ottenga l'appoggio del Vaticano perchè ne accetta qualsiasi richiesta ecc.ecc.,.non è meno preoccupante, perchè indica una politica di rinvio delledonjne a una condizione socialmnete e culturalmnete subordinata ciao grazie lidia
To: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sent: Sunday, February 27, 2011 1:06 AM
Subject: Re: [lisistrata] se non ora quando?
Cara Nadia, ho letto con grande attenzione e niteresse quantoi scrivi e proponi e sono d'accordo. Mi pare tuttavia che anche altre insidie non siano meno gravi di quelle economiche e di rappresentanza che indichi: l'attacco all'autodeterminazione nelle scelte sessuali e la nuova e continua lotta della Chiesa contro la 194, il fatto che Berlusconi ottenga l'appoggio del Vaticano perchè ne accetta qualsiasi richiesta ecc.ecc.,.non è meno preoccupante, perchè indica una politica di rinvio delledonjne a una condizione socialmnete e culturalmnete subordinata ciao grazie lidia
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From: Wilma Siciliano
To: Nadia Gambilongo
Sent: Tuesday, March 01, 2011 10:48 AM
Subject: campana di consapevolezza
To: Nadia Gambilongo
Sent: Tuesday, March 01, 2011 10:48 AM
Subject: campana di consapevolezza
Ciao Nadia!
Sono d'accordo con te, per realizzare i sogni bisogna svegliarsi e per quel che mi riguarda, non mi ripaga riempirmi la testa di teorie. A mio avviso sono le azioni, senza esclusione del quotidiano, la manifestazione, nel tempo e nello spazio, di noi stesse, delle nostre convinzioni più profonde, a partire dal sapersi dare valore ed avere fiducia in se stesse.
Di conseguenza con autodeterminazione, potremo guadagnare qualche centimetro in più, sul terreno della parità.
A proposito, anch'io ci sono stata alla manifestazione "se non ora quando", a Cosenza, peccato che non ci siamo incontrate, ti avrei rivisto molto volentieri.
Spero che ti piaccia l'allegato.
Un abbraccio
Wilma
Sono d'accordo con te, per realizzare i sogni bisogna svegliarsi e per quel che mi riguarda, non mi ripaga riempirmi la testa di teorie. A mio avviso sono le azioni, senza esclusione del quotidiano, la manifestazione, nel tempo e nello spazio, di noi stesse, delle nostre convinzioni più profonde, a partire dal sapersi dare valore ed avere fiducia in se stesse.
Di conseguenza con autodeterminazione, potremo guadagnare qualche centimetro in più, sul terreno della parità.
A proposito, anch'io ci sono stata alla manifestazione "se non ora quando", a Cosenza, peccato che non ci siamo incontrate, ti avrei rivisto molto volentieri.
Spero che ti piaccia l'allegato.
Un abbraccio
Wilma
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Maria Francesca Lucanto sulla pagina Facebook - il 13 febbraio a Cosenza: "Se non ora, quando?"
Molti in questi giorni, dopo l’inaspettato exploit della prima manifestazione organizzata dal comitato “Senonoraquando” il 13 febbraio scorso e l’indubbia nova carica politica e sociale data alla giornata delle donne l’8 marzo, molti si chiedono se questo rinato movimento al femminile avrà la forza di trasformarsi in qualcosa di veramente innovativo per la società italiana contemporanea oppure si esaurirà nella rivendicazione di alcuni diritti negati.
Personalmente sono convinta che ci siano le potenzialità perché il comitato possa realmente intercettare le migliori e più vitali correnti di rinnovamento e di ribellione che attraversano la nostra penisola. Lo potrà fare solo se utilizzerà la chiave di lettura al femminile della società in senso largo, come uno strumento per modificare non solo la condizione della donna ma l’assetto della società intera.
Quattro passi devono essere fatti perché questo possa accadere.
Il primo riguarda la lotta alla corruzione a ogni livello della società e in primo luogo nelle istituzioni: la corruzione colpisce tutti, ma in particolare le donne, usate come merce di scambio (massaggiatrici, escort, accompagnatrici, igieniste dentali) e poi accollate all’intera comunità come personaggi aventi ruoli pubblici o comunque grande visibilità pubblica in spregio a ogni criterio meritocratico. Lottare contro la corruzione è un messaggio diretto anche al maschio, che non solo si fa colpevolmente complice dello scambio occulto, ma che a sua volta si prostituisce, magari non col corpo, col cervello, prestando tempo, risorse, attività al servizio di chi paga meglio e non del bene comune, anzi a danno diretto e pesante del bene comune.
Il secondo passo riguarda il lavoro (articolo 1 della Costituzione) ed è strettamente legato al primo, perché la corruzione si nutre del precariato e l’unico modo di sconfiggerla è lottare per un sistema che assicuri veramente pari opportunità per tutti. In un sistema corrotto non ci sono pari opportunità, il lavoro onesto è screditato a vantaggio di quello ottenuto con scorciatoie immorali, la via traversa vince sempre sulla carriera costruita sulla fatica e l’esperienza e la conseguenza è un degrado generale della qualità del lavoro su cui è fondata la nostra Repubblica.
Il terzo passo è l’uguaglianza (articolo 3 della Costituzione) perché l’uguaglianza reale porta beneficio all’intera comunità. La rivendicazione della rappresentanza femminile adeguata nelle istituzioni e nei consigli di amministrazione delle aziende, la lotta alla discriminazione sul posto di lavoro e ai filtri culturali che impediscono alle donne l’accesso ai luoghi dirigenziali sono iniziative tese non al miglioramento di una “corporazione” (per quanto grande questa sia), ma della società intera, perché solo l’adeguato spazio dato alle donne in tutti i settori riuscirà a sollevare la nostra nazione dalla palude in cui si trova.
Molti in questi giorni, dopo l’inaspettato exploit della prima manifestazione organizzata dal comitato “Senonoraquando” il 13 febbraio scorso e l’indubbia nova carica politica e sociale data alla giornata delle donne l’8 marzo, molti si chiedono se questo rinato movimento al femminile avrà la forza di trasformarsi in qualcosa di veramente innovativo per la società italiana contemporanea oppure si esaurirà nella rivendicazione di alcuni diritti negati.
Personalmente sono convinta che ci siano le potenzialità perché il comitato possa realmente intercettare le migliori e più vitali correnti di rinnovamento e di ribellione che attraversano la nostra penisola. Lo potrà fare solo se utilizzerà la chiave di lettura al femminile della società in senso largo, come uno strumento per modificare non solo la condizione della donna ma l’assetto della società intera.
Quattro passi devono essere fatti perché questo possa accadere.
Il primo riguarda la lotta alla corruzione a ogni livello della società e in primo luogo nelle istituzioni: la corruzione colpisce tutti, ma in particolare le donne, usate come merce di scambio (massaggiatrici, escort, accompagnatrici, igieniste dentali) e poi accollate all’intera comunità come personaggi aventi ruoli pubblici o comunque grande visibilità pubblica in spregio a ogni criterio meritocratico. Lottare contro la corruzione è un messaggio diretto anche al maschio, che non solo si fa colpevolmente complice dello scambio occulto, ma che a sua volta si prostituisce, magari non col corpo, col cervello, prestando tempo, risorse, attività al servizio di chi paga meglio e non del bene comune, anzi a danno diretto e pesante del bene comune.
Il secondo passo riguarda il lavoro (articolo 1 della Costituzione) ed è strettamente legato al primo, perché la corruzione si nutre del precariato e l’unico modo di sconfiggerla è lottare per un sistema che assicuri veramente pari opportunità per tutti. In un sistema corrotto non ci sono pari opportunità, il lavoro onesto è screditato a vantaggio di quello ottenuto con scorciatoie immorali, la via traversa vince sempre sulla carriera costruita sulla fatica e l’esperienza e la conseguenza è un degrado generale della qualità del lavoro su cui è fondata la nostra Repubblica.
Il terzo passo è l’uguaglianza (articolo 3 della Costituzione) perché l’uguaglianza reale porta beneficio all’intera comunità. La rivendicazione della rappresentanza femminile adeguata nelle istituzioni e nei consigli di amministrazione delle aziende, la lotta alla discriminazione sul posto di lavoro e ai filtri culturali che impediscono alle donne l’accesso ai luoghi dirigenziali sono iniziative tese non al miglioramento di una “corporazione” (per quanto grande questa sia), ma della società intera, perché solo l’adeguato spazio dato alle donne in tutti i settori riuscirà a sollevare la nostra nazione dalla palude in cui si trova.
Il quarto e ultimo passo è la cultura (articolo 9 della Costituzione): il movimento femminile rinato deve far propria la lotta per un’istruzione adeguata, per il sostegno alla ricerca e per la rivalutazione della cultura umanistica. Lo deve fare perché ne ha la possibilità, dato che la stragrande maggioranza delle insegnanti sono donne; ma lo deve fare soprattutto perché la crescita culturale garantisce il futuro dei nostri figli, salva e sostiene la democrazia, evita o rallenta l’imbarbarimento, fa risorgere i valori fondanti del vivere civile. Solo una cittadinanza culturalmente preparata, infatti, è in grado di produrre gli anticorpi al sistema attuale di corruzione, che si nutre di messaggi mediatici ignobili. Solo la cultura e l’annesso sviluppo della ricerca può dare al nostro paese qualche chance di dare al mondo un contributo positivo nella direzione dello sviluppo sostenibile.
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From: Loredana Nigri
Sent: Wednesday, March 16, 2011 1:22 PM
Sent: Wednesday, March 16, 2011 1:22 PM
care,
vi allego il manifesto d'intenti che spero mi inoltrerete con la vostra adesione.
1. se non ora quando cosenza ha organizzato, pur tra tante incomprensioni, difficolta' e problemi, un 13 febbraio e un otto marzo, davvero notevoli per impegno e creativita'. non facciamo, al solito, sciupio della nostra spinta a stare insieme.
2. a ben vedere sono piu' le cose che ci tengono insieme che quelle che ci dividono: siamo donne, siamo arrabbiate, siamo convinte delle nostre ragioni e soprattutto siamo preoccupate e ci sentiamo responsabili della nostra vita e di quella delle nostre figlie/i.
3. faccio appello alla vostra intelligenza e alla vostra capacita' di avere uno sguardo lontano e complessivo sulle cose del mondo e sulle nostre.
4. questo e' il manifesto d'intenti che e' scaturito dalla riunione di venerdi' 11 o almeno i punti piu' urgenti.
vi invito ad integrarlo o anche a rivederlo nelle parti che non vi convincono del tutto.
5. ci aspetta un 17 marzo impegnativo. l'italia unita, e noi perche' non facciamo di tutto per rimanere unite?
faro' di tutto per esserci. esserci e' importante, ma come la maggior parte di voi sono assediata dalla vita.
ps il manifesto di nadia e maria francesca per il 17 e' bellissimo!!!!!
con cura, loredana nigri
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vi allego il manifesto d'intenti che spero mi inoltrerete con la vostra adesione.
1. se non ora quando cosenza ha organizzato, pur tra tante incomprensioni, difficolta' e problemi, un 13 febbraio e un otto marzo, davvero notevoli per impegno e creativita'. non facciamo, al solito, sciupio della nostra spinta a stare insieme.
2. a ben vedere sono piu' le cose che ci tengono insieme che quelle che ci dividono: siamo donne, siamo arrabbiate, siamo convinte delle nostre ragioni e soprattutto siamo preoccupate e ci sentiamo responsabili della nostra vita e di quella delle nostre figlie/i.
3. faccio appello alla vostra intelligenza e alla vostra capacita' di avere uno sguardo lontano e complessivo sulle cose del mondo e sulle nostre.
4. questo e' il manifesto d'intenti che e' scaturito dalla riunione di venerdi' 11 o almeno i punti piu' urgenti.
vi invito ad integrarlo o anche a rivederlo nelle parti che non vi convincono del tutto.
5. ci aspetta un 17 marzo impegnativo. l'italia unita, e noi perche' non facciamo di tutto per rimanere unite?
faro' di tutto per esserci. esserci e' importante, ma come la maggior parte di voi sono assediata dalla vita.
ps il manifesto di nadia e maria francesca per il 17 e' bellissimo!!!!!
con cura, loredana nigri
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Programmazione del Comitato cosentinoSe non ora quando? per l'8 marzo 2011
Il Risorgimento delle donne17 marzo 2011
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Un corteo per dire "No alla Violenza Sui Minori"

A Seguito dell’Invito rivolto dal Presidente dell’Associazione DO.C. Donne Coraggio, Avv. Graziella Algieri, a tutte le associazioni e alle donne, a scendere il piazza, in un corteo, per dire No alla Violenza Sui Minori, dopo gli eventi “drammatici" accaduti nei giorni precedenti, le Associazioni del Territorio hanno risposto rompendo il “muro di omertà!” Sabato 9 Aprile alle ore 9,00 dall’Esso di Via Nazionale, partirà il corteo per giungere sino all’oratorio dei Salesiani
dove è prevista una tavola rotonda sul tema della violenza sui minori, dello sfruttamento sui minori; ospite un delegato del Tribunale dei Minori di Catanzaro che ha aderito alla manifestazione.
Hanno altresì aderito e scenderanno in piazza gli studenti degli istituti scolastici di Corigliano Calabro.
Anche il mondo Cattolico ha aderito con i salesiani da sempre vicini al mondo dei ragazzi e il delegato/vicario del Vescovo.
La presenza al corteo della cittadinanza è vitale in questo momento di disagio e arretratezza culturale che Corigliano stà vivendo, per rompere l’omertà in cui si è chiusa negli ultimi anni, come gesto di presenza nel nostro territorio non solo di persone dedite allo sfruttamento e alla prostituzione ma anche di uomini onesti, corretti che rispettano i minori e le donne.
Le donne, i ragazzi le associazioni indosseranno qualcosa di “bianco”, simbolo della non violenza! Invitiamo al passaggio del corteo a collocare fuori dalle finestre un telo “bianco” come simbolo della Vs. adesione, della Vs. Indignazione, dell’indignazione del paese.
La Associazioni che aderiscono alla manifestazione promulgata dalla DO.C. Donne Coraggio:
1) Fidapa Sezione di Corigliano – Presidente Maria Gabriella Dima;
2) Donne Insieme di Corigliano – Presidente Isabella Malagrinò
3) Croce Rossa – Comitato Femminile Nazionale di Corigliano Calabro – Presidente Antonietta Marino Cosentino;
4) Avis – Presidente Battista Romio;
5) Azzurra – Presidente Antonio Gallina
6) Anfas – Presidente Marinella Alesina;
7) Ada – Presidente Walter Amato;
8) Cooperativa Sinergie – Presidente Mario Amica;
9) Associazione Forum III Settore – Presidente Angelo Gallo;
10) Centro Culturale Igino Giordani – Referente Franco Pistoia;
11) Movimento Democrazia e Legalità- Referente Luigino Villani;
Aderiscono le Scuole:
12) UCAI Unione Cattolica Artisti Italiani, Presidente Maria Credidio;
Gli Istituti Scolastici che aderiscono:
1) Liceo Scientifico “F. Bruno” – Preside Pietro Maradei
2) Liceo Classico “Colosimo” Preside Pietro Maradei
3) ITC Luigi Palma, Preside Cinzia D’Amico
4) Istituto Tecnico Statale per geometri “Falcone-Borsellino” Preside Michele Mario Grande.
Hanno dato la loro adesione alla manifestazione i Salesiani di Corigliano Calabro, Il Vescovo di Rossano con la presenza del Vicario per la Pastorale Don Pietro Madeo, Il Tribunale dei Minorenni di Catanzaro con apposito delegato che sarà designato nei prossimi giorni.
“La partecipazione della cittadinanza: delle donne, dei ragazzi, degli uomini Coriglianesi onesti e corretti è indispensabile in questo momento così drammatico; da cittadini del grande Mortati siamo passati al paese della mafia, della prostituzione, della droga ed, ora, anche, al reato più squallido dello sfruttamento sessuale su bambine di 12 anni. Indignatevi, Coriglianesi! Non lasciamo che l’Italia pensi che siamo tutti dei mafiosi e degli omertosi! Le Associazioni, le donne, i ragazzi vi danno la possibilità di farlo urlando al corteo il loro NO all’omertà e alla violenza sui minori” ( G. Algieri).
dove è prevista una tavola rotonda sul tema della violenza sui minori, dello sfruttamento sui minori; ospite un delegato del Tribunale dei Minori di Catanzaro che ha aderito alla manifestazione.
Hanno altresì aderito e scenderanno in piazza gli studenti degli istituti scolastici di Corigliano Calabro.
Anche il mondo Cattolico ha aderito con i salesiani da sempre vicini al mondo dei ragazzi e il delegato/vicario del Vescovo.
La presenza al corteo della cittadinanza è vitale in questo momento di disagio e arretratezza culturale che Corigliano stà vivendo, per rompere l’omertà in cui si è chiusa negli ultimi anni, come gesto di presenza nel nostro territorio non solo di persone dedite allo sfruttamento e alla prostituzione ma anche di uomini onesti, corretti che rispettano i minori e le donne.
Le donne, i ragazzi le associazioni indosseranno qualcosa di “bianco”, simbolo della non violenza! Invitiamo al passaggio del corteo a collocare fuori dalle finestre un telo “bianco” come simbolo della Vs. adesione, della Vs. Indignazione, dell’indignazione del paese.
La Associazioni che aderiscono alla manifestazione promulgata dalla DO.C. Donne Coraggio:
1) Fidapa Sezione di Corigliano – Presidente Maria Gabriella Dima;
2) Donne Insieme di Corigliano – Presidente Isabella Malagrinò
3) Croce Rossa – Comitato Femminile Nazionale di Corigliano Calabro – Presidente Antonietta Marino Cosentino;
4) Avis – Presidente Battista Romio;
5) Azzurra – Presidente Antonio Gallina
6) Anfas – Presidente Marinella Alesina;
7) Ada – Presidente Walter Amato;
8) Cooperativa Sinergie – Presidente Mario Amica;
9) Associazione Forum III Settore – Presidente Angelo Gallo;
10) Centro Culturale Igino Giordani – Referente Franco Pistoia;
11) Movimento Democrazia e Legalità- Referente Luigino Villani;
Aderiscono le Scuole:
12) UCAI Unione Cattolica Artisti Italiani, Presidente Maria Credidio;
Gli Istituti Scolastici che aderiscono:
1) Liceo Scientifico “F. Bruno” – Preside Pietro Maradei
2) Liceo Classico “Colosimo” Preside Pietro Maradei
3) ITC Luigi Palma, Preside Cinzia D’Amico
4) Istituto Tecnico Statale per geometri “Falcone-Borsellino” Preside Michele Mario Grande.
Hanno dato la loro adesione alla manifestazione i Salesiani di Corigliano Calabro, Il Vescovo di Rossano con la presenza del Vicario per la Pastorale Don Pietro Madeo, Il Tribunale dei Minorenni di Catanzaro con apposito delegato che sarà designato nei prossimi giorni.
“La partecipazione della cittadinanza: delle donne, dei ragazzi, degli uomini Coriglianesi onesti e corretti è indispensabile in questo momento così drammatico; da cittadini del grande Mortati siamo passati al paese della mafia, della prostituzione, della droga ed, ora, anche, al reato più squallido dello sfruttamento sessuale su bambine di 12 anni. Indignatevi, Coriglianesi! Non lasciamo che l’Italia pensi che siamo tutti dei mafiosi e degli omertosi! Le Associazioni, le donne, i ragazzi vi danno la possibilità di farlo urlando al corteo il loro NO all’omertà e alla violenza sui minori” ( G. Algieri).

Alle associazioni già citate precedentemente, si aggiungono nuove associazioni alla manifestazione di domani, per cui, alla luce della presenza del Giudice del Tribunale dei Minori di Catanzaro ospite delegato dal Tribunale, Dottore Armando Madeo, complessivamente saranno presenti:
il delegato dal vescovo, Il vicario per la Pastorale Don Pietro Madeo; il Vice presidente del CSV da Cosenza la Dottoressa Nadia Gambilongo in rappresentanza di tutte le Associazioni CSV;
Le Scuole:
1) Liceo Scientifico “F. Bruno e il Liceo Classico “Colosimo”, con il Preside Pietro Maradei;
1) ITC Luigi Palma, con il Preside Cinzia D’Amico
2) L’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Falcone-Borsellino” Preside Michele Mario Grande.
3) L’IPSIA Nicolas Green con il Preside Labonia
Le Associazioni che hanno aderito al Corteo promosso da DO.C. Donne Coraggio, Presidente Graziella Algieri:
1) Fidapa Sezione di Corigliano – Presidente Maria Gabriella Dima;
2) Donne Insieme di Corigliano – Presidente Isabella Malagrinò
3) Avis – Presidente Battista Romio;
4) Azzurra – Presidente Antonio Gallina
5) Anfas – Presidente Marinella Alesina;
6) Ada – Presidente Walter Amato;
7) Cooperativa Sinergie – Presidente Mario Amica;
8) Associazione Forum III Settore – Presidente Angelo Gallo;
9) Centro Culturale Igino Giordani – Referente Franco Pistoia;
10) Movimento Democrazia e Legalità- Referente Luigi Villani;
11) Mondiversi, Presidente Antonio Gioiello
12) CGIL, Responsabile Vincenzo Casciaro
13) UCAI Unione Cattolica Artisti Italiani, Presidente Maria Credidio
14) Adimanj Presidente Giuseppe Scaramuzzo;
15) Unitalsi Corigliano – Presidente Carmela Gaccione;
16) GESCI, gruppo Scout Corigliano 1 responsabili Luisa Polino e Giovanni Manigrassi;
17) Associazione Mediterranean Medio da Cosenza;
18) Il Comitato Cosentino “ se non ora quando” da Cosenza;
19) Comitato Pari Opportunità dell’ASP di Cosenza
20) CGIL di Corigliano, Responsabile Vincenzo Casciaro






